Il limite dell’ombra

Il limite dell’ombra

(Bacchilega editore)

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La copertina del romanzo

La storia
Provincia di Bologna. Giorni nostri. Un uomo sta lavorando in una fabbrica di ceramica. Il suo nome è Ramon Mendez. Mentre seleziona le piastrelle, il suo pensiero va al passato, quando il suo nome era Gaston e faceva la guardia del corpo di un boss della malavita di Marsiglia.
Si dipanano così due storie parallele: da un lato, il tentativo di Gaston di uscire dal giro della criminalità dopo la nascita della figlia Marie e il successivo rapimento della bambina; dall’altro lato, la disperata ricerca di Marie e l’inquietante rivelazione del traffico di bambini verso l’est.
Ma solo in apparenza è una storia d’azione, perché l’esperienza di Gaston viene filtrata attraverso la memoria onirica del protagonista:
ciò che emerge soprattutto è la vicenda intima di un padre alla ricerca della propria figlia, che si concluderà con scenari aperti verso soluzioni liberatorie.
Dopo due romanzi di ambientazione storica (Capriole di comico, 2004; L’alfiere d’argento, 2007), Pagani ci immerge in situazioni di stringente attualità, dal ritmo incalzante e mozzafiato: un libro molto duro, ma non per il linguaggio, che rimane sempre ad un livello di forte carica evocativa e pregnante lirismo,  ma per la drammaticità degli eventi, oltre il limite dell’ombra.
Una storia commovente e straziante, carica di sentimenti di rabbia e d’amore, incentrata attorno ai temi intramontabili della crudeltà umana, del senso di colpa, della paternità.

Postfazione di

WuMing2
Appartengo a quella schiera di persone che restano sempre scettiche di fronte alle notizie sulla pedofilia, il commercio di organi, la vendita di bambini, le morti e le torture in diretta, gli snuff movie, i sacrifici umani. So che queste cose esistono, possono esistere, ma sono anche un ottimo terreno per falsi, allucinazioni collettive, burle, cacce di streghe, mostri in prima pagina e innocenti in galera.
Dico questo non per parlare di me, ma per stupirmi ancora una volta delle emozioni vere che mi ha trasmesso questo libro, col suo linguaggio abrasivo e il suo sfondo, così ben documentato e angosciante, di traffici e violenze sul corpo dei bambini.
Paradossalmente, però, questo romanzo sarebbe un’intensa lettura anche se i fatti che racconta non avessero alcun fondamento, se non la fantasia dell’autore. Perché al fondo, Il limite dell’ombra ci parla di un padre che cerca una figlia. Un padre disperato, pentito, disposto a tutto. Un padre che si muove in una situazione assurda e nera come la notte, ma che tutto sommato, fatta la tara agli eventi, potrebbe essere ognuno di noi.

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