Consistere: Calvino e Fenoglio

CONSISTERECALVINO E FENOGLIO, UNA LEZIONE DI FEDELTA’

Romanzo

(ed Robin, Torino, 2023)

https://www.amazon.it/Consistere-Calvino-Fenoglio-lezione-fedeltà/dp/B0CP6LC5NP

https://www.robinedizioni.it/nuovo/consistere/

martedì 13 febbraio Pagani

Cover

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Di cosa parla il libro

Roccamare, 1° settembre 1985.
Due scrittori passeggiano nella fitta pineta della Maremma toscana e discutono di letteratura, ma non solo: anche della fisionomia che sta assumendo la società dei mass media e dell’informazione, e quindi del rapporto nuovo degli intellettuali col mondo.
Sono Pietro Citati e Italo Calvino.
Quest’ultimo, proprio in quei giorni, sta preparando le lezioni che avrebbe dovuto tenere a Harvard (ma che, a causa dell’improvvisa e prematura morte non ebbe modo di tenere), per le Charles Eliot Norton Poetry Lectures e che aveva intitolato Six Memos for the next Millennium.
La conversazione fra i due scrittori si sposta sugli argomenti delle lezioni ed in particolare sulla sesta lezione, che Calvino non aveva ancora scritto e che avrebbe avuto come titolo Consistency. Da questa cornice narrativa si sviluppa poi, indietro nel tempo, attraverso associazioni di idee e ricordi di Calvino il centro tematico della storia: la ricostruzione della storia letteraria ed umana di un altro grande scrittore, che si direbbe aver rappresentato il valore della consistency. Uno scrittore decisivo per il Novecento, eppure mai abbastanza valorizzato, timido e riservato, e con cui Calvino ebbe un rapporto di profonda ammirazione e amicizia: Beppe Fenoglio.
Si ricostruiscono, in particolare, dapprima gli anni della guerra partigiana, combattuta da entrambi gli scrittori, e poi gli anni dal 1951 al 1954, quando Fenoglio si affacciava sulla scena letteraria con un certo imbarazzo e con una sorprendente originalità di stile e temi, che Calvino riuscì a riconoscere e che forse, trent’anni dopo, gli ispirarono la “sesta lezione” delle sue Lezioni americane.
Ma in quegli stessi anni, si maturavano altri importanti eventi storici e politici, in margine alla cosiddetta amnistia Togliatti del 1946 e al caso di Junio Valerio Borghese, un militare e nobile italiano, ex repubblichino, che venne scarcerato in seguito a quella amnistia e che nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 promosse un colpo di Stato, avviato e poi interrotto, con la collaborazione di altri dirigenti del Fronte Nazionale, paramilitari, appartenenti a formazioni del neofascismo e di numerosi alti ufficiali delle forze armate e funzionari ministeriali.
Una vicenda oscura e misteriosa, che fa da sfondo e cornice alla vicenda letteraria e d’amicizia di Fenoglio e Calvino.
Un romanzo, dalle atmosfere intime e liriche, in alcuni passaggi vibrante e problematico, in cui si riflette sul ruolo dell’intellettuale, sull’urgenza di un impegno civile nella storia del passato e del presente.

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