L’outsider di James Joyce
In letteratura c’è sempre il monello impertinente che si diverte a scompigliare le carte, che rompe la tradizione, che rovescia e sovverte i connotati del canone. Ovvero: che possiede una visione profetica e frustra ogni rassicurante aspettativa. Che, per dirla alla Virginia Woolf, per aprire la finestra ha bisogno di distruggere i vetri. Stiamo parlando di un fuoriclasse della disubbidienza e del rovesciamento, del sovvertimento della consuetudine, capace ogni volta di dribblare il prevedibile, di sorprenderci con folgorazioni sorprendenti, nell’acrobazia della parola e nella creazione di storie estroverse, vale a dire uno scrittore del calibro di James Joyce, che, fra le sue infinite insolenze, in un’inesauribile potenza inventiva, ci ha consegnato un nuovo modello di outsider, un personaggio, sì, che “vive ai margini”, inadeguato e sconveniente, non conforme alla norma, ma che nella magia della storia diventa un campione di pacifismo, di democrazia, di tolleranza.
Qui di seguito l’articolo intero nella rivista “pesci strani”
https://pescistranirivista.com/2025/12/23/loutsider-joyciano-andrea-pagani/
