I primi cittadini
Come è cambiata nel tempo e quale ruolo ha avuto la figura del sindaco nella storia di Imola? E quanto i sindaci, con le loro scelte e la loro personalità hanno influito sul corso e sullo sviluppo della città?
In questo primo episodio dedicato ai sindaci imolesi, in dialogo con Raffaello De Brasi, sindaco di Imola tra il 1992 e il 1999, raccontiamo la storia del territorio attraverso i primi cittadini che si sono succeduti dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra.
Da Giuseppe Scarabelli (e la nascita dei due grandi manicomi imolesi) al socialista Giulio Miceti, che tornò a guidare la città dopo la caduta del fascismo.
Da realtà povera, arretrata e poco abitata (al censimento del 1861 gli abitanti erano 13mila, frazioni comprese), caratterizzata da un’economia prevalentemente agricola e un tasso di analfabetismo all’84%, a distretto industriale a trazione cooperativa, ma in cui azienda e artigianato, impiego pubblico e privato, capitale e lavoro convivono fin dentro le famiglie. Decenni durante i quali forte e determinante fu l’intreccio tra politica, economia e società.
Imola, tra la Romagna (con cui condivide la cultura) e l’Emilia (a cui la legano i rapporti istituzionali), realtà così gelosa della sua autonomia da Bologna, è sempre uscita dal localismo interpretando un ruolo di livello nazionale. Lungo una tradizione di sindaci che poi diventano parlamentari, ministri e sottosegretari e che rimarrà caratteristica del territorio imolese fino al presente.
Buon ascolto!
https://www.quodnews.com/2026/02/14/i-primi-cittadini-con-raffaello-de-brasi-1/
A cura di Andrea Pagani.
Registrazione e montaggio: Riccardo Olmi.
